Papa Francesco uno di noi

papa-francescoPapa Francesco sta cercando di riportare la Chiesa all’ascolto e alla comprensione del Vangelo eliminando tutte quelle sovrastrutture, quei meccanismi più o meno articolati e complessi, che si sono andati formando nel corso dei secoli e che non avendo nulla di evangelico inevitabilmente la appesantiscono e schiacciano sotto il suo stesso peso.

Ha un occhio puntato sulla ferita che sanguina e le sue parole come il bisturi di un abile chirurgo penetrano a fondo individuando la radice del male (in questo non fa altro che proseguire l’opera intrapresa dal suo predecessore Benedetto XVI, ma con maggiore concretezza e più slancio non fosse altro che per la diversa età biologica). L’altro occhio invece mira ad attualizzare i frutti della Misericordia Divina, nel renderli alla portata di tutti (era stato Giovanni Paolo II ad istituire la festa della Divina Misericordia, la prima domenica dopo Pasqua, quindi anche in questo papa Francesco si dimostra perfettamente in linea con chi l’aveva preceduto).

Ma tornando al Vangelo, riscoprirlo significa mettere al centro della propria esistenza Gesù, il viaggiare con lui a fianco, cercare di conoscerlo, di istituire con lui una relazione, un rapporto. Come ho già detto altrove, non è impresa semplice questa. Dove abita Gesù? Dove si trova? La risposta che ci offre Papa Francesco, è mio avviso questa: Gesù lo trovi nel Vangelo, ancor prima che nella Chiesa. E’ un invito non ad abbandonare e ad uscire dalla Chiesa, ma ad entravi ancor di più , ad esserne protagonisti istituendo un rapporto diretto e intimo con colui che ne è il fondatore. E’ una verità semplice e scomoda al tempo stesso. Perché a volte è più facile nascondersi, nei vari movimenti, ordini e gruppi parrocchiali, vivere una fede parassitaria, protetti dall’organismo del quale si fa parte e tralasciare di avere un rapporto diretto con Gesù. La mediazione degli altri è necessaria perché nessuno si salva da solo, ma la mediazione a volte passa anche attraverso la voce e l’esperienza di chi non crede e soprattutto il mediatore per eccellenza colui che ha gettato un ponte tra cielo e terra è Cristo, non altri. A volte dimentichiamo di essere gregge con un unico pastore e preferiamo essere gruppi con a capo leader carismatici. Tornare a Gesù mediante il vangelo, significa scoprire la propria vocazione, dare un senso alla propria esperienza, essere profeti sempre e comunque.

Papa Francesco è concreto, un uomo del popolo vero e autentico, è Papa ma anche Parroco, uno come noi, capace di parole alte e al tempo stesso basse, di mostrarci come la verità di Dio sia presente in tutti i momenti della nostra giornata, da quelli apparentemente più sacri a quelli profani. Quando al termine di ogni Angelus ci augura buon pranzo, la mente inevitabilmente corre al piatto che ci aspetta sulla tavola, alla convivialità di quel momento, ma a ben guardare il “pane quotidiano” quello vero, è racchiuso in un libro, nelle sue parole è c’è da augurarsi che non manchi mai dalle nostre mense. E questo il Papa lo sa. Mangiatene a volontà di quella Parola! A messa, nell’Eucarestia e non solo.

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