Bambini

bambini-multietniciI bambini hanno un serbatoio di idee e di amore, per vivere bene, per compiere la loro missione. Loro alla fine dei loro giorni, ci arriverebbero senza contaminarsi troppo. Perché vengono dall’altro mondo e portano con sé un carico di amore e di salvezza. E’ il mondo che li contamina, li snatura, li frena, li irretisce e alla fine li persuade che sono figli suoi. Un bambino è un dono per l’eternità, un dono che non dura solamente in questa vita ma anche nell’altra, in quella che verrà. E i bambini hanno sempre qualcosa da insegnare ai loro genitori, qualcosa da comunicare perché sono “freschi” del contatto con Dio. Dovremmo avere il coraggio di metterci alla loro sequela e apprendere nuovamente l’arte della disponibilità, della collaborazione. Solo per questo carico di fidatezza di cui si fanno interpreti e testimoni spetterebbe loro un ruolo primario all’interno del nucleo familiare. Dovremmo andare a scuola da loro. Invece capita che un genitore qualunque spesso senza preparazione culturale e spirituale adeguate, pretende di riversare sul bambino quelle poche cose che ha imparato nel corso della vita e si improvvisa educatore. Non solo: lo fa partendo dalla premessa sbagliata che sarà lui a dare e l’altro a ricevere eludendo il principio di reciprocità che è connaturato ad ogni relazione.

Quando si è bambini, adolescenti, si ha sempre fretta di diventare adulti. Dovremmo sentirci noi grandi responsabili di questa fretta. Io credo infatti che essa non sia totalmente connaturata al bambino. Bensì egli osserva e intuisce che solo crescendo potrà realmente far valere i suoi diritti. Perché gli adulti sono sordi in realtà. Non tengono conto delle sue esigenze più profonde e vere. Danno scarso peso alle sue idee innovative, le temono, le vivono come una minaccia all’ordine costituito. Soprattutto per quanto si sforzino del contrario, non riescono a considerarlo un interlocutore credibile.

Queste ed altre ancora, sono le sfide alle quali nessun genitore può sottrarsi ma è solo tenendo lo sguardo fisso su Cristo, che le nostre parole saranno qualcosa di più di semplici aspirazioni a bene operare.

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